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Gli amici
Ognuno ha quelli che si merita. Ogni tanto mi imbranco con gente semplice o complicata, magari scorbutica ma schietta. Quelli sono gli amici. Agli altri do sempre ragione e li scanso quando posso.
A questo punto è d'obbligo un distinguo tra gli amici da “ribotte” e quelli da lavoro. Quelli di merende è meglio lasciarli perdere. I miei amici di lavoro sono brava gente, quasi tutti con le mani callose. Appena entro nel loro ambiente mi aggiornano sui vari decessi, nascite, corna, fallimenti, assegni scoperti etc. Quindi espletato il rituale del caffè e dell'ultima barzelletta parliamo di lavoro. E qui è un godìo perché discutendo sui criteri di lavorazione ci metti del tuo in attesa del miracolo della trasformazione. Mi astengo dal descrivere la sensazione provata quando la cosa è finita perché sono una persona ammodo, timorata di Dio.
A sx: Sandro con Alberto Fremura sulla torre di Calafuria
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